Peppe Cicala all’esame di maturità
Se chiedi ai cittadini cosa vogliono per il proprio Comune, rispondono “lavoro, lavoro, lavoro”.
Peppe Cicala, cosa può fare il Comune per creare lavoro?
“Creare le condizioni per sistemare le infrastrutture (anche Verde pubblico), ciò crea, sicuramente, posti di lavoro. Con la situazione che c’è nel meridione, solo tale intervento consente la riduzione della disoccupazione”.
I cittadini sono lontani dalle Istituzioni. Come aumentare la loro partecipazione democratica?
“Bastarebbe che il cittadino fosse correttamente informato sui fatti amministrativi della Città. Al cittadino interessa fruire, prima d’ogni cosa, dei servizi essenziali (acqua, fogne, pulizia, strade asfaltate). Servizi che sono anche il biglietto da visita della Città, per i turisti. Il cittadino non ha necessità di entrare nell’amministrazione spiccia del quotidiano, ma vuole il resoconto dell’attività svolta”.
Ridurre, nei bilanci dei Comuni, il peso del costo del mantenimento delle Istituzioni non darebbe credibilità ai politici?
“Chi amministra dedica del tempo alla Città, chiaramente deve essere remunerato. Tuttavia, molte problematiche non possono essere risolte per carenze di bilancio. Quindi penso che un buon amministratore dovrebbe ridurre al minimo i propri emolumenti”.
Zaccarini ad Erice e Savona a Trapani hanno, più o meno decisamente, avanzato la propria candidatura alla carica di sindaco, per le prossime elezioni.
“Da uomo di partito penso che se si raggiungerà un buon livello di concertazione politica sono d’accordo ad appoggiare le candidature già avanzate. Il vero problema, infatti, non sono le questioni personali, ma è quello di costruire un “progetto” sul quale i cittadini dovranno mettere il proprio sigillo col voto”.
Allora non servono le primarie?
“Io sono per le primarie: la motivazione è semplice. Danno la possibilità, in una fase pre-elettorale, di raggiungere un accordo nelle tavole rotonde dei partiti”.
Il primo impegno del futuro sindaco di Trapani.
“L’approvazione del PRG è determinante sia perchè la gente deve sapere cosa può e quello che non può fare, ma anche perché rappresenta un volano per ulteriori programmazioni (Piano commerciale, piano particolareggiato)”.
Fusione Trapani-Erice, il tuo segretario la preferisce chiamare “annessione”. Che ne pensi?
“Occorre uscire dallo schema politico della questione, altrimenti ci fermiamo ad un semplice scontro politico. Occorre tenere lontano le ideologie degli schieramenti e tenere presenti i benefici – se ci sono – produttivi. Salvaguardando la municipalità di Erice Vetta, un Comune a vocazione turistica al quale va data la sua dignità”.
Anche il Consiglio comunale di Erice, comunque, contesta la fusione …
“Nel momento in cui c’è la fusione, qualcuno deve cercarsi altri lidi. Il problema c’è. Questo mi spaventa”.
Lei Cicala, oltre che Presidente della Confesercenti, è anche Presidente provinciale dei Socialisti. Nutre aspettative politiche?
“Mi piacerebbe fare un’esperienza regionale, ma non vorrei essere frainteso. Non è per i soldi. Desidero vedere, personalmente, se ci sono le condizioni per apportare un beneficio economico alla mia Città, che vedo perdere terreno …”.